I miei alunni

Racconti > Clany e l’Isola Oscura

Clany e l’Isola Oscura

27/03/2008


Vicè 91

Nell’ anno 1700 a. C. esisteva un’isola Oscura, che aveva molti segreti nascosti al suo interno. Nessuno mai ne aveva sentito parlare, tranne un molto vecchio. Il vecchio si chiamava Clany ed era stato un navigatore che aveva attraversato tutti i mari e tutti gli oceani a bordo della sua nave : la Clunyboard .Tutta la gente che abitava nella sua stessa città, cioè a Pardak, lo credeva un pazzo e cercava di stargli lontano: si coprivano i propri visi tutte le volte che lo incontravano.
Un giorno, a Pardak, si stava svolgendo la gran festa del paese a cui nessun bambino poteva mancare; la festa era a Darlingpark, il parco giochi delle città. La cosa che Clany desiderava maggiormente in quel momento era di andare alla grande festa, ma se l’avesse fatto, tutti lo avrebbero isolato e deriso. Dunque, giunse alla conclusione che in quella città non c’era più posto per un uomo vecchio e creduto pazzo da tutti; decise di partire e di raggiungere un suo caro amico dell’Isola Oscura.
Il giorno della sua partenza, ad un tratto, una vocina candida e gentile gli chiese:
<> Clany, sentitosi felice dopo tanto tempo, a quella vocina rispose di sì.
<Svenni e quando mi svegliai mi accorsi di essere su un’isola, l’Isola Oscura. Era strana e l’atmosfera faceva un po’ paura, ogni tanto si sentivano strani rumori e delle voci echeggiavano attraverso un fitto bosco che si trovava dietro di me. Incuriosito, mi addentrai, armato di coltello. Camminai finché non mi trovai davanti ad un cobra, che cercò di avvelenarmi con un suo morso; ero in grave pericolo e solo grazie al mio amico Jack mi salvai e potei continuare il viaggio attraverso quella stranissima isola. Feci amicizia con lui e gli raccontai tutta la vicenda del naufragio e della mia bellissima moglie. Lui mi capì subito e decise di non abbandonarmi. Procedendo nel cammino, ci raccontammo i ricordi della nostra infanzia, ridendo e scherzando. Arrivammo così davanti ad una piramide ed entrammo, facendo molta attenzione alle trappole che avremmo potuto incontrare. Entrammo in una stanza col pavimento a quadri, che ci chiedeva di trovare la combinazione esatta dei quadrati per non attivare una trappola, ma Jack sbagliò e ne attivò una: quella dei due muri che si chiudono. Riuscimmo a salvarci e andando avanti arrivammo alla sfinge che ci fece due domande. Iniziò con il mio amico chiedendogli:<< Mi sai dire che animale sono?>> Jack le rispose:<< Tu sei un animale egiziano>> ma la Sfinge gli rispose:
<< Sbagliato! Io sono un animale con il corpo di leone e la testa d’uomo>>. Poi passò a me chiedendomi:<< Chi è la donna che ami?>> e io risposi:<< La donna che amo è la mia sposa e nessun’altra.>> la Sfinge disse:<< Risposta esatta! Ora hai il diritto di entrare in questa stanza>>. Entrai e ricevetti una bellissima sorpresa: mia moglie era dietro quella porta ad aspettarmi. Le corsi incontro e la abbracciai, promettendole che non avrei mai più intrapreso altri viaggi. Dopo 18 anni, la mia amata morì e fui
Vicè 91

Lascia un Commento


Informativa ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/2003:
i dati personali, sono raccolti al fine di registrare l’Utente, di attivare nei suoi confronti i servizi richiesti e di prestare le relative comunicazioni. I dati sono trattati elettronicamente nel rispetto delle leggi vigenti. L’interessato gode dei diritti di cui all’art.7 D.Lgs 196/2003.