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Sanità di guerra: la testimonianza del dr Carrozza sulla guerra in Iran, dall'epicentro iracheno

Sanità di guerra: la testimonianza del dr Carrozza sulla guerra in Iran, dall'epicentro iracheno

29/03/2026


 
Ci sono medici che lavorano negli ospedali.
E poi ci sono quelli che lavorano mentre gli ospedali rischiano di saltare. Vincenzo Carrozza è uno di questi. Kosovo, Afghanistan, Somalia, Niger, Ucraina. Non missioni, ma luoghi dove la medicina smette di essere teoria e diventa scelta. Subito. Senza rete.
Oggi è a Najaf, in Iraq. Uno dei punti più sensibili del mondo mussulmano sciita. E mentre coordina un ospedale di prima linea, intorno il contesto si sta incendiando. La guerra con l’Iran non è più uno scenario teorico. È una pressione reale: milizie attive, attacchi, equilibri che si spostano ogni giorno. L’Iraq può essere il prossimo scenario, anche se nessuno lo dice apertamente, e quando la tensione sale, la prima cosa che si rompe non è la politica, è la sanità.
Mancano farmaci. Saltano le forniture. Le emergenze aumentano. Le persone restano, lì si vede chi sei davvero. Perché alla fine la differenza non la fanno i titoli, né le missioni.
La fanno le scelte. Andarsene è sempre possibile in qualche modo. Restare, molto meno.
Giovanni Certomà

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