27/03/2008
3^ Maratonina ”Città di Cremona” - 2004: infranto il muro dell’1h40...
di
Giovanni Certomà



Francamente non saprei come iniziare questo pezzo, visto che la gioia è davvero tanta e incontenibile. Forse, è giusto chiarire subito a chi, di diritto, dedico questa gara. Si tratta di Giusy, mia moglie, che, oltre ad essere sempre presente in ogni attimo della mia vita quotidiana, mi accompagna sempre nelle trasferte podistiche; non si potrebbe aver di più da una compagna che, con pazienza e profondo amore, riesce a comprendere le mie uscite settimanali d’allenamento senza farmelo pesare affatto. Cremona avevo stabilito da tempo che sarebbe stata la mia seconda mezza d’ottobre, per confermare la buona condizione e perché no, anche provare ad abbassare ancora il personale e in seconda battuta sarebbe stata pure una buona prova per accumulare qualche chilometro in vista della prossima e difficile Maratona di Atene (7 novembre 2004). Dopo Busto Arsizio (3 ottobre) ho proseguito i miei allenamenti con una settimana di scarico e poi ho ripreso normalmente con qualche ripetuta: buona la condizione venuta fuori. Poi, però, durante il fine settimana scorso una “certa situazione” mi ha un po’ demotivato fino a martedì, tanto che pensavo di non andare a Cremona, poi i due giorni successivi le condizioni climatiche non si presentavano favorevoli e stavo per rinunciarvi; dopo, ritrovata la giusta motivazione mi sono deciso solo venerdì a prenotar l’albergo. Arrivo intorno alle 17:15 nella città dei maestri liutai e dopo aver depositato lo zaino in un albergo non proprio vicino, vado in centro a ritirare il pettorale, o meglio, prima, fattesi ormai passate le 18:00, entro in Duomo a sentire la messa (da poco iniziata). Rimango veramente senza parole dinanzi a questo capolavoro dell’arte, rimango letteralmente incantato. Poi, finita la messa ed uscito, ammiro dall’esterno il Duomo e il famoso Torrazzo (campanile più alto d’Italia, 111mt) stupendamente illuminati in una fresca serata d’ottobre. Ritiro il chip e il pettorale (operazione rapida e ordinata), un giro by night del centro storico e inevitabile tappa serale in un ristorantino lì vicino. Mentre ceno, piacevolmente scambio qualche sms e alla persona con cui comunico dico di trovarmi a Cremona. Lei mi risponde dicendomi cosa stessi a fare là. Le dico che domenica mattina correrò una grande mezza, perché mi sentivo caricatissimo. In effetti, non mi era mai capitato prima di pronunciarmi sul possibile esito di una corsa, ma ero talmente motivato che mi sono sentito nelle possibilità di sbilanciarmi. Mi viene augurato un profetico “buona fortuna!” che accetto volentieri. Sono ormai quasi le ore 21:00, si va in albergo, qualche altro sms, un po’ di televisione e a nanna. Si preannunciava un’affollata corsa, visto il record dei partecipanti, quasi 1500, ma soprattutto un’edizione dai contenuti organizzativi di prim’ordine. Mattinata piuttosto fresca dopo la pioggia della notte, prima d’uscire, però, in un cielo limpido e sereno si vede già il sole col suo sorriso. Inizio a corricchiare subito in mezzo al centro storico, incontro l’amico di Podisti.net Antonio Rossi, in veste di fotografo ufficiale della manifestazione, mentre già in zona palco odo la squillante voce di Fabio Rossi, del quale ho sempre apprezzate le competenze fotografiche, ma non mi era mai capitato di verificare le sue ottime doti di speaker trascinatore. Mi riscaldo per bene ed entro nel gruppone, già allineato, dieci minuti prima della partenza, stavolta mi posiziono a ridosso dei primi. Puntuale la partenza e via…Ci sono stavolta sin dall’inizio della gara (non come a Busto Arsizio) e ci sono senza alcuna voglia di risparmiarmi. Il primo chilometro è andato a 4’28, il secondo a 4’32, il terzo e il quarto a 4’38; veramente incredibile! Proseguo sempre in spinta e al quinto passo a 4’47, penso: “i primi 5 km li ho incamerati ad un ritmo straordinario, potranno servirmi nella seconda parte”. Al sesto e al settimo passo rispettivamente a 4’53 e 4’50, noto un ritmo irregolare, dov

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